Rifiuti, Tosi attacca Tommasi: «Quasi 10 mila segnalazioni al mese, Verona è una discarica»

Cresce la protesta dei veronesi sulla gestione della raccolta dei rifiuti urbani. A puntare il dito contro l’amministrazione Tommasi è l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi, che cita il numero di segnalazioni ricevute da Amia: quasi 10 mila al mese, circa 300 al giorno.
«Un dato enorme, emblematico del disastro in atto», sostiene Tosi, precisando che nel conteggio rientrano anche richieste di informazioni e altre comunicazioni. Secondo l’ex sindaco, il sistema del porta a porta spinto e i nuovi cassonetti non starebbero garantendo i risultati attesi, mentre la città soffrirebbe di problemi di decoro.
Nel mirino anche i costi del servizio. Tosi sostiene che il personale sia passato dai circa 550 dipendenti durante la sua amministrazione agli attuali 800, con un incremento dei costi di oltre 6 milioni di euro l’anno. A suo giudizio, l’aumento delle spese avrebbe contribuito alla crescita della Tari, a fronte di un servizio che considera peggiorato.
Come alternativa, Tosi indica il modello adottato a Mantova, dove il porta a porta sarebbe stato progressivamente abbandonato in favore dei cassonetti. «Si può fare e gli alibi stanno a zero», afferma, accusando l’amministrazione veronese di essere condizionata da una «ideologia del falso green».
Tosi conclude annunciando un cambio di rotta in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni amministrative: «Nel 2027 cambierà tutto, si tornerà a un sistema efficiente, efficace e a una città pulita».

