Attualità di Redazione , 05/11/2026 14:00

"Tuttisu", nasce a Verona una rete per rimettere la persona al centro

Tuttisu

Non un'associazione in più, ma una rete capace di mettere in connessione persone, competenze, esperienze e opportunità. Nasce a Verona TUTTISU., un progetto che ambisce a superare i confini delle singole realtà associative per costruire un sistema di relazioni tra cittadini, famiglie, istituzioni, imprese e professionisti. Al centro, un obiettivo preciso: rimettere la persona al centro della società, riconoscendone il valore, i diritti, le capacità e le possibilità, indipendentemente dalla propria condizione.

La nuova associazione è stata presentata alla presenza del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, del giornalista e scrittore Giovanni Terzi, padrino dell'iniziativa, e della conduttrice televisiva Simona Ventura, madrina del progetto. Una partecipazione che accompagna l'avvio di un percorso nato dall'incontro di cinque persone con esperienze amministrative e istituzionali maturate in diversi territori italiani: Laura Bocchi, Sara Minozzi, Massimiliano Orsatti, Maurizio Piasini e Giorgia Povolo.

La storia di TUTTISU. comincia nel settembre 2023, durante la prima edizione di ExpoAid, l'evento promosso dal Ministero per le Disabilità. È lì che i cinque fondatori si conoscono, iniziano a confrontarsi e scoprono di condividere una visione comune. Da quell'incontro prende progressivamente forma l'idea di mettere a sistema un patrimonio di competenze, relazioni ed energie che spesso esiste già nei territori, ma fatica a incontrarsi e a procedere nella stessa direzione.

«Non vogliamo essere un'associazione in più»

È la presidente Laura Bocchi a chiarire il senso del progetto e la sua ambizione. «Non abbiamo pensato TUTTISU. perché mancassero associazioni che si occupano di disabilità, fragilità, inclusione o attività sociali. Il nostro Paese è ricchissimo di realtà straordinarie, di persone che ogni giorno si dedicano agli altri, di famiglie, volontari e professionisti che mettono a disposizione tempo e competenze. Tutto questo patrimonio umano e sociale è una ricchezza che vogliamo valorizzare».

La sfida, dunque, non è sovrapporsi a quanto già esiste, ma creare connessioni. Mettere in relazione chi conosce direttamente i bisogni, chi possiede le competenze per individuare le risposte, chi può mettere a disposizione risorse e chi ha la possibilità di trasformare le idee in progetti concreti.

Un lavoro che guarda al mondo del volontariato e dell'associazionismo, ma vuole coinvolgere anche istituzioni, imprese, finanza, industria, cultura e comunicazione. L'obiettivo è costruire uno spazio di confronto, progettazione e interlocuzione istituzionale nel quale le disponibilità dei singoli e delle organizzazioni possano diventare opportunità per la collettività.

«Non vogliamo limitarci a organizzare eventi, pur importanti, o a promuovere singole iniziative. Vogliamo contribuire a creare le condizioni perché le cose possano accadere», sottolinea Bocchi.

La persona prima delle etichette

Il cuore dell'associazione è una precisa visione culturale: nessuna persona può essere identificata esclusivamente attraverso una condizione di disabilità, una malattia, l'età, una difficoltà economica o una situazione di fragilità.

Dietro ogni situazione ci sono una storia, una personalità, desideri, talenti, aspirazioni e possibilità che meritano di essere riconosciuti. Per TUTTISU. l'inclusione non può quindi ridursi a un principio astratto o a un insieme di interventi assistenziali. Significa garantire partecipazione, autodeterminazione e possibilità concrete di scelta.

Le persone devono essere protagoniste delle decisioni che riguardano la propria vita, non semplici destinatarie di politiche e interventi. Devono poter esprimere i propri desideri, partecipare alla comunità e trovare i sostegni necessari per costruire il proprio percorso.

Una prospettiva che porta l'associazione a guardare all'inclusione come a una responsabilità che riguarda tutti, non soltanto chi vive direttamente una condizione di fragilità.

Il valore di restituire alla comunità

C'è anche un altro tema che attraversa il progetto: la responsabilità individuale nei confronti del bene comune. Chi ha avuto la possibilità di crescere professionalmente, costruire un'impresa, raggiungere traguardi o maturare esperienze significative può mettere una parte delle proprie competenze e relazioni a disposizione degli altri.

Non si tratta di rinunciare a ciò che si è conquistato, ma di trasformare anche il proprio percorso personale in un'occasione di crescita collettiva.

È un invito rivolto soprattutto a chi dispone di strumenti, conoscenze e possibilità per contribuire a cambiare le cose. Perché il bene comune non è una responsabilità esclusiva delle istituzioni: è un impegno che coinvolge l'intera società.

TUTTISU. Un nome, un messaggio: tutti a bordo

Anche il nome scelto dai fondatori racchiude il significato del progetto. «Tutti su, come quando si sale a bordo di una barca e si decide di affrontare insieme un viaggio. Tutti devono poter salire. Non importa da dove arrivino, quale sia la loro condizione, quale ruolo ricoprano o quale contributo possano offrire. Ognuno ha qualcosa da portare. E nessuno può essere considerato superfluo».

E poi c'è quel punto finale, tutt'altro che casuale: TUTTISU. Punto. Una presa di posizione netta, che vuole ribadire l'assenza di eccezioni e la volontà di non lasciare nessuno ai margini.

Nessuno resta indietro. Nessuno resta fuori. È il messaggio che l'associazione intende portare nei territori e nel confronto con la società.

Cinque fondatori, un progetto nazionale

Alla guida di TUTTISU. c'è Laura Bocchi, presidente ed ex consigliera comunale di Verona. Al suo fianco Sara Minozzi, vicepresidente ed ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Grosseto; Massimiliano Orsatti, tesoriere, già assessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune di Milano e consigliere regionale della Lombardia; Maurizio Piasini, consigliere e assessore alle Politiche sociali del Comune di Sondrio; Giorgia Povolo, segretario ed ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Ivrea.

Esperienze differenti, maturate in territori diversi, che rappresentano la base da cui far partire una rete destinata ad allargarsi.

Per Sara Minozzi, la priorità è costruire risposte capaci di incontrare le persone nella loro quotidianità, valorizzando il lavoro di rete, la collaborazione tra istituzioni e territorio e l'ascolto delle famiglie.

Massimiliano Orsatti richiama invece la necessità di tradurre l'inclusione in scelte concrete nella progettazione delle città, nell'organizzazione dei servizi e nella costruzione delle opportunità. Turismo, cultura, sport, mobilità e accessibilità diventano così ambiti fondamentali per migliorare la qualità della vita e garantire una partecipazione effettiva.

Maurizio Piasini sottolinea l'importanza di mettere in relazione territori, associazioni e istituzioni, ricordando che nessuna amministrazione può affrontare da sola le sfide sociali. Giorgia Povolo pone l'accento sul riconoscimento delle capacità e delle potenzialità individuali, affinché nessuno debba sentirsi invisibile o definito soltanto dalle proprie difficoltà.

Terzi padrino, Ventura madrina: «Cambiare lo sguardo significa cambiare la società»

A testimoniare la condivisione dei valori dell'associazione ci sono anche Giovanni Terzi e Simona Ventura, che hanno scelto di accompagnarne il percorso.

Il giornalista e scrittore, padrino di TUTTISU., richiama il ruolo della comunicazione nel superamento di stereotipi e pregiudizi: «Le parole con cui raccontiamo le persone possono contribuire a costruire una società più aperta oppure alimentare distanze e pregiudizi. Dobbiamo imparare a guardare oltre le etichette, oltre le difficoltà e oltre ciò che spesso viene considerato un limite. Ogni persona porta con sé una storia che merita di essere conosciuta e ascoltata. Ho scelto di accompagnare TUTTISU. perché riconosco in questo progetto un messaggio culturale importante: cambiare lo sguardo significa anche cambiare il modo in cui viviamo insieme».

La madrina Simona Ventura sottolinea invece il valore della partecipazione e della vicinanza: «Credo nella forza delle persone, nella loro capacità di reagire, di mettersi in gioco e di trovare nuove strade anche quando la vita presenta delle difficoltà. Ma credo soprattutto che nessuno debba sentirsi solo o escluso. TUTTISU. porta un messaggio positivo, diretto e pieno di energia: tutti devono avere la possibilità di esserci, partecipare, realizzare i propri desideri e sentirsi parte della società».

Dallo sport alla cultura, una rete aperta al futuro

Il progetto guarda ora alla costruzione di una rete che, partendo dalle esperienze dei fondatori e dalle realtà già attive nei territori, possa estendersi progressivamente a livello nazionale, con la prospettiva di sviluppare in futuro anche collaborazioni internazionali.

Tra gli ambiti di intervento figurano sport, cultura, turismo accessibile, formazione, autonomia, accessibilità e inclusione sociale. Accanto alla realizzazione di iniziative e progetti, resteranno centrali il confronto e il dialogo con le istituzioni, affinché le esigenze delle persone possano trovare spazio nei processi decisionali.

TUTTISU. nasce dunque con una sfida che va oltre la costituzione di una nuova associazione: provare a cambiare il modo in cui persone e organizzazioni collaborano, valorizzando ciò che ciascuno può mettere a disposizione della comunità.

«Non abbiamo la presunzione di avere tutte le risposte. Ma abbiamo la volontà di mettere insieme le persone che possono contribuire a trovarle», conclude Laura Bocchi.

Una dichiarazione che sintetizza lo spirito dell'iniziativa: non promettere soluzioni a ogni problema, ma costruire le relazioni necessarie perché le soluzioni possano nascere. Perché una società davvero inclusiva non si realizza lasciando qualcuno a bordo campo, ma facendo in modo che tutti possano salire a bordo.