Doppia truffa ad un medico in 24 ore: arrestati due giovani, recuperati 150mila euro

La Polizia di Stato di Verona ha arrestato in flagranza di reato due giovani italiani, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di un medico 64enne veronese. Si tratta di “trasfertisti” della truffa, che fanno parte di un’organizzazione con base logistica in Campania, allestita con centralini strutturati che contattano anziani del centro-nord Italia, mentre i complici già in viaggio aspettano dettagli sulla vittima agganciata dal telefonista, si recano sotto casa dell’anziano, e, confermando la versione fornita per telefono della necessità di controllare gli ori presenti in casa per verificarne la provenienza, asportano preziosi di ingente valore.
Nell’ultimo episodio il medico è stato contattato telefonicamente da un finto poliziotto che lo ha convinto a consegnare il contenuto di una cassetta di sicurezza di una banca di San Pietro in Cariano a due fantomatici operatori di polizia che lo attendevano sotto il suo studio medico. La scusa, questa volta, era quella di verificare che i preziosi non fossero provento di un reato non meglio specificato, e che fossero veramente di legittima provenienza.
L’uomo, tra l’altro, era già stato vittima, il giorno precedente, di un’analoga truffa, messa in atto dallo stesso telefonista, ma commessa materialmente da altri due complici, ai quali era stato consegnato il contenuto della cassaforte dell’abitazione. Questa volta subito dopo la consegna della borsa con i gioielli richiesta dai truffatori, i due malviventi sono stati bloccati. Il medico era stato convinto anche ad effettuare due bonifici istantanei, con la scusa di dover mettere in salvo il suo patrimonio da sedicenti attacchi hacker in corso; il valore complessivo della refurtiva, tra contante, bonifici e preziosi ammonta a oltre 150mila euro.

