Politica di Redazione , 13/09/2026 5:00

Funerali di stato per Emma Bonino, Valdegamberi: "Non nel mio nome"

Stefano Valdegamberi – Consiglio Regionale
Stefano Valdegamberi

“Dispiace umanamente per la morte di Emma Bonino. Ma una cosa è il rispetto dovuto a chi muore, altra cosa è trasformare una figura politica in un’icona della Repubblica attraverso i funerali di Stato e il lutto nazionale”.

Lo afferma Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Nazionale, che aggiunge: “È stata una protagonista di battaglie che hanno profondamente cambiato il nostro Paese e che noi giudichiamo in larga parte fallimentari e dannose. Ha sostenuto l’aborto come diritto, contribuendo a quella trasformazione culturale che ha progressivamente smarrito il valore della vita nascente. Oggi l’Italia è alle prese con un drammatico inverno demografico e nessuno può permettersi di ignorare il valore della vita e della natalità anche per la sostenibilità del sistema-Paese”.

“Ha sostenuto l’eutanasia - prosegue Valdegamberi - e una concezione della morte come scelta di libertà. Noi temiamo invece una società nella quale, con l’invecchiamento della popolazione e l’esplosione dei costi sanitari e previdenziali, la vita delle persone fragili possa finire per essere considerata un peso economico anziché un bene da tutelare. Ha sostenuto la liberalizzazione delle droghe, mentre migliaia di famiglie italiane hanno conosciuto e conoscono sulla propria pelle il dramma delle dipendenze. Sul lavoro ha sostenuto la precarizzazione favendo fuggire i nostri giovani migliori all’estero”.

Il consigliere di Futuro Nazionale osserva: "Ha favorito l’immigrazione selvaggia per distruggere una identità nazionale e creare una società multietnica. Nel luglio 2017, Emma Bonino dichiarò: «Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino».
Le sue battaglie per una società sempre più individualista e la sua visione radicale dei diritti hanno rappresentato una precisa idea di Paese. Un’idea che noi non condividiamo. Una visione asservita alla grande finanza mondiale. Grande amica e finanziata da Soros che speculo’ sulla lira e obbligando a una manovra da 30 miliardi con prelievo forzoso sui nostri conti correnti".
 

"E allora la domanda è semplice: che cosa stiamo celebrando con i funerali di Stato? Giorgia Meloni avrebbe potuto esprimere cordoglio e rispetto per la persona. Lo Stato avrebbe potuto accompagnare la scomparsa di una protagonista della vita politica nazionale con sobrietà e rispetto.
Ha scelto invece il lutto nazionale e i funerali di Stato. Io, come cittadino e come rappresentante politico, non mi sento rappresentato da questa scelta. Questi funerali di Stato, per quanto mi riguarda, non sono nel mio nome e non rappresentano la mia idea di Repubblica" conclude Valdegamberi.