Padovani attaca Tommasi: "Altro che tre quarti di partita: il verdetto è la retrocessione"

“In una recente uscita sui media, Damiano Tommasi, parlando dell’organizzazione della coalizione Rete in vista delle prossime elezioni amministrative, dice che sono stati giocati tre quarti di gara e che adesso comincia la fase in cui si può cambiare il risultato. Visto che ha scelto una metafora calcistica, rimaniamo sul suo terreno: qui non sono passati tre quarti di partita, sono passati tre quarti di campionato. E, come lui ben sa, quando ci si sveglia a questo punto della stagione spesso è già troppo tardi”.
Lo dichiara il deputato veronese di Fratelli d’Italia Marco Padovani, commentando l’incontro della coalizione che sostiene l’amministrazione Tommasi in vista delle elezioni comunali del 2027.
“Dopo oltre quattro anni di amministrazione non è più il momento dei tavoli, dei buoni propositi e delle dichiarazioni d’intenti. È il momento del bilancio. E il giudizio, a mio avviso, è quello di una squadra che si trova in piena zona retrocessione. Verona in questi anni ha visto crescere problemi che i cittadini segnalano quotidianamente: degrado, sicurezza, manutenzione, viabilità, parcheggi e difficoltà nella gestione ordinaria della città. Mentre Palazzo Barbieri raccontava il proprio “modello amministrativo”, troppo spesso i veronesi si sono trovati davanti una città più trascurata e decisioni calate dall’alto".
Padovani prosegue: “Fa sorridere che proprio adesso si riscoprano l’ascolto, il coinvolgimento e la partecipazione. Se per quattro anni non hai convinto i tifosi, non basta convocare una riunione negli ultimi mesi del campionato per riscrivere la classifica”.
“Tommasi può decidere liberamente se ricandidarsi oppure no e il centrosinistra può riunire tutte le sigle che vuole. A noi interessa un’altra cosa: costruire un’alternativa seria per Verona. Perché dopo tre quarti di campionato il tempo degli esperimenti è finito. Nel 2027 saranno i veronesi a decidere se questa amministrazione merita la permanenza in categoria. Per quanto mi riguarda, il verdetto è già scritto: retrocessione”.

